| ID# | RLS20119240 |
| Dettagli | 4 camere da letto, 5 bagni, 1 mezzo bagno, lavatrice, asciugatrice, L'edificio ha 3 piani (DOM): 10 giorni |
| Anno di costruzione | 1899 |
| Metropolitana | 4 min per 6, E, M |
| 8 min per 7, 4, 5 | |
| 10 min per S | |
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Costruito nel 1866, il numero 238 si sviluppa su cinque piani oltre a un seminterrato. Dispone di circa 4.600 piedi quadrati su un lotto di 19 per 100 piedi, di una facciata color pietra calcarea appena restaurata e di un ascensore rivestito di pannelli che serve ogni livello. Gli interni furono plasmati dal suo occupante degli anni Sessanta, Pierre Scapula, il designer parigino tra le cui commissioni figuravano gli interni di yacht per Stavros Niarchos e le residenze newyorkesi e parigine della principessa Lee Radziwill. A Scapula si deve l’atmosfera francese che oggi caratterizza la casa. In seguito, l’abitazione divenne la residenza newyorkese del primo rappresentante dell’Unione Europea presso le Nazioni Unite. Attualmente è stata restaurata secondo standard museali, nello spirito del XVIII secolo.
Entrando, si viene accolti dalla sequenza di ambienti tipica dell’architettura classica delle townhouse: anticamera, Grand Salon e sala di ricevimento.
Per prima cosa si accede al Foyer, delle dimensioni di una stanza, che consente di raggiungere l’intera casa tramite ascensore, garantendo al contempo la privacy degli altri piani. Qui la boiserie è semplice, ispirata alla Sala delle Guardie esterna agli appartamenti privati di Luigi XV a Versailles, mentre il motivo della pavimentazione in marmo, il cassettone bombé, gli specchi e le applique sono tutti appropriati all’epoca. Da qui si accede a un guardaroba per gli ospiti e alla toilette Gold and Onyx, nello sfarzoso stile rococò.
Successivamente si sale per l’ampia scalinata, che non è completamente racchiusa da pareti e permette un collegamento visivo dallo spazio sottostante agli specchi e al lampadario di cristallo del Grand Salon. Qui i soffitti sono alti dodici piedi e si trovano una boiserie e un camino in stile Île-de-France risalenti a trecento anni fa, entrambi portati dalla Francia da Scapula. Il camino a legna è funzionante. Il grande specchio sopra il camino contiene un dipinto di Nicolas Lancret (1690-1742), mentre l’antico lampadario di cristallo elettrificato proviene dalla residenza della baronessa Albuquerque al Dakota. Due porte-finestre francesi si aprono su un balcone affacciato sulla tranquillità del giardino. La pavimentazione in parquet de Versailles, gli arredi antichi e un sistema audio integrato completano questa eccezionale sala.
Adiacente si trova la sala di ricevimento, concepita da Scapula come una Salle de Glace, o sala degli specchi, nella quale replicò un ambiente prediletto del XVIII secolo, con pannelli dalle proporzioni autentiche e modanature in foglia d’oro. Le librerie chiuse, gli apparecchi d’illuminazione in bronzo dorato e un’ampia scrivania permettono di utilizzare lo spazio come ufficio, biblioteca o ulteriore ambiente per ricevimenti.
Un piano più sopra si trova la suite padronale, rivestita in rovere francese con finitura au cappuccine. Il camino francese d’importazione è sormontato da un dipinto murale su tela, vecchio di oltre cento anni, intitolato «La costruzione del Foro Romano», riportato a New York dal primo proprietario del numero 238 al ritorno dalla luna di miele. Vi sono due cabine armadio e vani contenitori integrati; adiacente si trova il bagno in marmo bianco di Carrara, con una vasca da bagno di sei piedi e doppio lavabo.
Sul medesimo piano, nella parte anteriore dell’edificio, si trova la camera degli ospiti, concepita nello stile di una piccola Chambre de Parade e notevole per i tendaggi del letto e la boiserie. Le pareti sono rivestite in seta Scalamandré e la stanza è arredata in stile Luigi XV. Il bagno privato finestrato è rifinito in marmo verde, con un grande e raro lavabo-vanity in marmo viola; il bagno-spogliatoio dispone di armadi e vani contenitori integrati.
Al piano superiore si trova una camera da letto decorata in stile veneziano, affacciata sul giardino, con camino, tre finestre a ribalta e anta, uno spogliatoio con lavabo bianco e accessori e gambe dorati, una cabina armadio e un bagno rifinito con cinque tipi di marmo. Nella parte anteriore si trova una suite per il personale composta da due camere e un bagno, che può essere isolata dal resto della casa e raggiunta tramite ascensore. Anche qui le meraviglie abbondano: la testiera del letto è una pregiata fusione in bronzo che oggi sembra provenire da un pannello sopra una porta dell’ormai demolita facciata nord del Grand Central Terminal.
Infine, l’attico al quinto piano, realizzato in stile moderno della metà del secolo, è completamente diverso dal resto della casa.
Built in 1866, Number 238 rises five stories over a cellar. It has approximately 4,600 square feet on a 19 by 100-foot lot, a newly restored limestone-toned facade, and a paneled elevator serving every level. Its interiors were shaped by its 1960s occupant, Pierre Scapula, the Parisian designer whose commissions included yacht interiors for Stavros Niarchos and the New York and Paris homes of Princess Lee Radziwill. Scapula is responsible for the French ambiance we see in the house today. Later, the house became the New York residence of the first European Union Representative to the United Nations. At present it is restored to museum quality standard in the spirit of the eighteenth century.
Upon entering you are greeted by the sequence of rooms mandatory to classic townhouse architecture: Anteroom, Grand Salon and Drawing Room.
First, you arrive at the room-size Foyer, which provides access to the whole house by elevator while assuring privacy to the other floors. Here the paneling is simple, patterned after the Guard Hall outside the Louis XV private suite at Versailles, and the marble flooring pattern, the bombé chest, the mirrors and the sconces are all appropriate to the period. A guest closet and the Gold and Onyx Powder Room, in the flamboyant Rococo style, open off it.
Next, you ascend the wide stairway, which is not fully enclosed by walls and allows a visual connection from the space below to the mirrors and crystal chandelier of the Grand Salon. Here are twelve-foot ceilings and three-hundred-year-old Île-de-France style paneling and a fireplace, both brought from France by Scapula. The woodburning fireplace works. The large mirror trumeau contains a painting by Nicolas Lancret (1690-1742), and the electrified antique crystal chandelier came from the residence of the Baroness Albuquerque in the Dakota. Twin French doors open to a balcony overlooking the tranquility of the garden. Parquet de Versailles flooring, antique furnishing and an integrated sound system complete this exceptional room.
Adjoining is the Drawing Room, styled by Scapula as a Salle de Glace, or mirror room, in which he replicated an eighteenth-century favorite with authentically proportioned panels and gold leaf moldings. Enclosed bookcases, doré bronze lighting fixtures and a large desk allow the space to be used as an office, a library or additional entertaining space.
One floor above is the Primary Suite, paneled in French oak in an au cappuccine finish. The imported French fireplace is topped by a canvas mural more than a hundred years old, "The Construction of the Roman Forum," brought back to New York from his honeymoon by the first owner of 238. There are two walk-in closets and built-in storage, and adjoining is the white Carrara marble bath with a six-foot soaking tub and double sinks.
On the same floor, at the front of the building, is the Guest Room, styled in the manner of a small Chambre de Parade and notable for its bed hangings and paneling. The walls are covered in Scalamandré silk, and the room is furnished in the Louis XV style. The ensuite windowed bath is finished in green marble with a large, rare purple marble vanity sink, and the dressing bath contains closets and built-in storage.
On the floor above is a Venetian decorated bedroom overlooking the garden, with a fireplace, three tilt-and-turn windows, a dressing room with a white vanity sink and gold fixtures and legs, a walk-in closet, and a bathroom finished in five kinds of marble. At the front there is a two-room-and-bath staff suite which can be shut off from the rest of the house and reached by elevator. Even here wonders abound: the headboard is a high-quality bronze casting that now appears to have come from an overdoor panel of the long-demolished north facade of Grand Central Terminal.
At last , the fifth-floor penthouse, done in a mid-century modern style, entirely different from the rest of th
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